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Cronaca Messa
a punto una nuova apparecchiatura 03.02.07 - G li scienziati israeliani hanno sviluppato un sistema per trasformare il vapore acqueo in acqua potabile di alta qualità per le regioni che hanno urgente bisogno di questa risorsa, naturale ma spesso scarsa. Anche se spesso si dà per scontata la disponibilità di acqua potabile sicura, in molte aree del mondo, e in particolare nelle regioni aride, le cose stanno diversamente. La mancanza di questa preziosa risorsa può causare disagi, malattie, e in casi estremi la morte. Nel corso degli anni sono state usate con esiti variabili differenti tecnologie, come ad esempio la desalinazione. Di recente una pmi israeliana si è impegnata ad eliminare gli ostacoli che hanno a lungo impedito l’estrazione dell’acqua dall’aria (EWA). Mentre i precedenti tentativi in questo senso erano stati ostacolati dalla temperatura ambiente e dall’umidità, la nuova tecnologia garantisce buone prestazioni anche a temperature e umidità molto basse. È stata progettata un'ampia gamma di modelli, dalle piccole unità familiari che producono appena 50 litri al giorno a quelle a livello industriale capaci di generare un milione di litri al giorno. L'acqua ottenuta è di altissima qualità. Una funzione speciale permette di alimentare le unità con fonti di energia rinnovabile, ad esempio quella solare. Si tratta di una caratteristica molto utile in posti in cui, oltre all'acqua potabile, manca anche una fonte permanente di energia. In generale i costi dell'infrastruttura sono modesti rispetto alle altre tecnologie disponibili, come la desalinazione, e ciò contribuisce ulteriormente alla portabilità del sistema. Un altro vantaggio è quello di non ricorrere alla depurazione di risorse idriche esistenti (ad esempio l'acqua di mare) e quindi di non produrre scarti. Il procedimento è quindi rispettoso dell’ambiente, soprattutto se alimentato con energia alternativa. Infine, non è necessaria una formazione intensiva per far funzionare il sistema, che può quindi essere facilmente distribuito e messo in funzione in regioni isolate. È l’uovo di colombo di un problema allo studio da anni sia nei centri di ricerca universitari sia nei laboratori militari delle grandi potenza, Usa, Russia e Cina per citare i soliti noti? Per adesso non si sa. È certo che l’azienda israeliana cerca partner in Europa per sviluppare il progetto che se funziona farà guadagnare un sacco di soldi a chi arriva per primo a commercializzarlo. Il sistema per raccogliere l’umidità atmosferica per trasformarla in acqua è un’antica tecnologia oggi completamente ignorata. Alcuni stagni di rugiada tuttora efficienti si possono ancora trovare sui rilievi più alti del brullo Sussex Downs e sulle colline di Mariborough e del Wiltshire. Nonostante siano lontani da ogni sorgente, ruscello o acquitrino, essi contengono sempre dell’acqua che si condensa dall'aria durante la notte. Altri sistemi di raccolta dell’umidità notturna per convogliarla in rivoli d’acqua che diventano sempre più importanti sono tutt’oggi operativi in alcuni sperduti villaggi africani e sono stati realizzati da missionari laici italiani. (red)
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