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sito Attualità - Articoli 2007 Articolo
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mondo c’è un solo esempio: l’Alaska 03.02.07 - Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght, in un libro pubblicato da Università Bocconi editore, discutono i fondamenti etici e i meccanismi economici di un reddito di cittadinanza. Nell’Utopia di Thomas More (1516) il viaggiatore Raphaël argomenta con l’arcivescovo di Canterbury che un reddito minimo contribuirebbe alla lotta alla criminalità più della pena capitale. Oggi Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght (Il reddito minimo universale, Università Bocconi editore, 190 pagine, 14 euro) sostengono la superiorità di un reddito di cittadinanza individuale, universale e incondizionato, erogato dalla comunità politica a tutti i suoi membri, rispetto a ogni altra forma di welfare, basando la loro affermazione su argomenti di carattere etico-filosofici, ma sostanziandola con una puntuale analisi economica. Il dibattito sul reddito minimo universale, pur trovando degli antecedenti fin dal XVI secolo, diventa di vera attualità con la rivoluzione industriale e con i connessi bisogni di protezione sociale. Van Parijs, che insegna etica economica e sociale all’università cattolica di Lovanio (Belgio, regione delle Fiandre) e filosofia politica ad Harvard, è uno dei protagonisti del dibattito, soprattutto europeo, sul reddito di cittadinanza degli ultimi venti anni. “Per alcuni - scrivono gli autori nell’introduzione - il reddito minimo universale costituisce un rimedio decisivo a numerose piaghe sociali, a cominciare dalla povertà e dalla disoccupazione. Per altri, è soltanto un’assurda ...
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