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sito Attualità - Articoli 2007
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dell’Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Cnr di
Bologna 20.01.07 - I nostri uffici giudiziari rischiano di collassare sotto il peso di nove milioni di processi pendenti e di 2 milioni e mezzo di reati denunciati ogni anno. Una macchina farraginosa, considerata lenta e costosa dal 90% degli italiani, che potrebbe avvantaggiarsi dei sistemi informatici, come previsto da decreti e linee guida, garantendo maggior efficienza, trasparenza e qualità al nostro sistema giustizia. L'Istituto di ricerca sui sistemi giudiziari (Irsig) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna ha svolto un'indagine per comprendere a che punto sono le amministrazioni giudiziarie, dell'Italia e di altre nazioni, nell’utilizzo delle nuove tecnologie. I risultati, pubblicati nel volume “Tecnologie per la giustizia”, sono deludenti per quanto concerne il nostro Paese. “Dal punto di vista meramente tecnologico”, dice il prof. Giuseppe Di Federico, direttore dell'Irsig-Cnr, “il ministero della Giustizia ha fatto passi in avanti nella realizzazione delle infrastrutture di base, grazie soprattutto ai cospicui e crescenti fondi investiti durante gli anni ‘90 e sino al 2001. Tuttavia, se si guarda alle tecnologie di supporto al lavoro di cancellieri e magistrati, per non parlare dell’e-justice, cioè dell’utilizzo delle reti informatiche per scambiare dati e documenti giudiziari, i risultati sono assai poco soddisfacenti. Un significativo numero di ...
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