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Il progetto nasce nell'università e
poi trasferito nell'industria
Regno Unito, la plastica da riciclare
diventa un affare
28.12 - Quanti pacchetti ci sono passati tra le mani
in questi giorni di festa è difficile conteggiarlo. E cosa ne è della carta da
regalo? I britannici utilizzano in media 120 grammi di carta da regalo di
plastica per impacchettare i propri regali, la maggior parte della quale non è
riciclabile. Un'équipe di ingegneri dell'Università di Warwick (Regno Unito) ha
messo a punto una nuova tecnica per lo smaltimento della carta da regalo di
plastica e altra plastica utilizzata normalmente nelle case. Un'innovazione,
questa, che rappresenterà un vero e proprio toccasana per il nostro pianeta.
Secondo gli esperti, appena il 12% della plastica viene riciclata in modo
completo. Nella maggior parte dei casi (88%) la plastica viene bruciata o
finisce in discarica. Sono tuttavia molti i consumatori che separano la plastica
dagli altri rifiuti, pensando che venga riciclata. Uno dei problemi è costituito
dal fatto che, negli impianti di riciclaggio, i tempi per la separazione dei
rifiuti sono estremamente lunghi. Il processo dello smistamento è reso più
complesso dal fatto che molti oggetti sono costituiti da più tipi di plastica
che richiedono, di fatto, trattamenti diversi.
La nuova tecnica messa a punto dai ricercatori è innovativa in quanto può essere
utilizzata a prescindere dal tipo di plastica ed è addirittura in grado di
rompere i polimeri (polistirene) e riportarli allo stato di monomeri.
La tecnica utilizza la pirolisi (ovvero la scomposizione dei materiali in
assenza di ossigeno) in un reattore a "letto fluidizzato". Il team è riuscito a
inserire in un'unica unità diversi tipi di plastica che nel reattore sono poi
stati convertiti in prodotti utilizzabili, alcuni dei quali sono stati prodotti
ricorrendo alla distillazione semplice.
Il team è riuscito a ricavare una serie di materiali dalla miscela delle materie
plastiche: cera utilizzabile come lubrificante, monomeri (ad esempio stirene)
utilizzabili per la produzione di polistirene, acido tereftalico riutilizzabile
per la produzione di polietilene tereftalato (PET), metalicrato di metile
utilizzabile per la produzione di fogli di acrilico e carbonio da utilizzare
come nero di carbone per i pigmenti delle vernici e per i pneumatici. Anche il
materiale bruciacchiato rimasta alla fine di alcune reazioni può essere
commercializzato per essere usata come carbone attivo.
Questa tecnica, oltre a portare dei vantaggi economici per le autorità locali,
sarà di grande beneficio per l'ambiente. Nei test condotti in laboratorio sono
stati prodotti solidi e liquidi distillati che possono essere sfruttati per la
fabbricazione di nuovi prodotti.
I ricercatori stanno lavorando fianco a fianco con la Warwick Ventures, il ramo
dedicato al transfer tecnologico dell'Università di Warwick, al fine di
sviluppare dispositivi che possano attirare l'interesse di autorità e aziende
che si occupano di smaltimento dei rifiuti. L'obiettivo ultimo è la creazione di
reattori su larga scala a livello municipale che consentano la produzione di
ingenti quantità di materiale riutilizzabile.
«Quello
che immaginiamo è un impianto su larga scala con la capacità di smaltire in
media 10.000 tonnellate di rifiuti plastici all'anno»,
ha spiegato al Cordis il professor Jan Baeyens, ingegnere e a capo del progetto.
Quindi ha aggiunto: «Ogni
anno le autocisterne potranno portare via dagli impianti sostanze chimiche
riciclate per il valore di oltre 5 milioni di sterline (5,9 milioni di euro) e
per ogni impianto verranno risparmiati 500.000 sterline (598.000 euro) all'anno
di imposte. Il team calcola che i costi energetici si aggireranno attorno alle
50.000 sterline (58.900 euro) all'anno. Il sistema - conclude - sarà molto
interessante sotto il profilo commerciale e avrà tempi di ammortizzazione dei
capitali e dei costi d'esercizio estremamente rapidi».
Info. site
http://www2.warwick.ac.uk/
http://www2.warwick.ac.uk/services/ventures/
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