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Ambiente - 2010 2009 |
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06.02 - La correlazione tra la circolazione stratosferica e quella troposferica è da tempo nota ed unanimemente accettata dal mondo scientifico. Studi recenti hanno mostrato come, nella stagione invernale, le intense anomalie della circolazione atmosferica stratosferica possano produrre effetti sulla quella troposferica per un orizzonte temporale fino a 60 giorni. In particolare, quando il vortice polare stratosferico è particolarmente forte e simmetrico intorno al polo, la componente zonale della circolazione troposferica (atlantica sull’Europa) risulta molto attiva con prevalenza di correnti miti alle medie latitudini. Viceversa, quando la struttura del vortice polare diviene debole e disturbata sono possibili, in troposfera, dei blocchi della circolazione zonale con conseguente discesa di masse d’aria fredda, di origine sub polare, alle medie latitudini. La persistenza di questa meridianizzazione del flusso troposferico è fortemente modulata dalla tipologia e dalla consistenza dell’anomalia stratosferica associata. Questi “disturbi” del vortice polare stratosferico sono spesso associati a riscaldamenti improvvisi della stratosfera (anche oltre 50°C in una settimana), noti con termine di Stratwarming. Proprio dall’analisi dell’anomalia del vortice stratosferico è possibile prevedere, statisticamente, effetti sulle anomalie termiche e pluviometriche in troposfera, insieme alla persistenza di alcune particolari tipologie di circolazione ...
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